yann marussich

Lʼinappagabile. Appunti a margine dei “Fiori del mare” (1984-2014)

Civile21.
O la poesia è unʼarte dellʼesperienza oppure, semplicemente, non è.

2.
Prima parentesi. Penso a “Civile 1”, una performance di Yesenia Trobbiani (Macerata, 2014; a cura di Yann Marussich). Una giovane donna, dai tratti somatici nativi americani, peruviani per la precisione, recide i suoi lunghi capelli con una forbice di ferro. Li deposita a ciocche, sopra unʼasta di legno depositata ai suoi piedi. Si china a terra, poi, per cingerli nel linguaggio Incas dei nodi, il “quipu”. Si rialza. Solleva lʼasta, come un vessillo simbolico. Il suo volto è trasfigurato nel silenzio di un paesaggio cementizio di provincia italiana (anni Novanta o Duemila). Il suo aspetto di ragazza “europeizzata” ora è mutato nelle forme di un messaggio antico che il pubblico della performance non sarà in grado di cogliere.
Ha parlato. Non ai presenti.
(altro…)