Antologia #2 – Valentino Ronchi

Da Canzoni di bella vita (Lampi di stampa, 2008)

(La parte buona dell’educazione)

Il pomeriggio, la domenica, seguivo mio padre
al Forlanini, a Baggio, al campo della Scarioni.
Giocava a pallone come certi giocatori zingari,
magiari o slavi, quelli che lo stadio un giorno
ama e l’altro insulta. Lo guardavo muoversi
in qualche modo diversamente da tutti gli altri,
cercare il difficile con elegante ostinazione
cocciuta. Nel cielo volavano certi grandi aerei,
in terra abbaiavano i cani correndo. E quando
venivamo via era felice se qualche numero
gli era riuscito, altrimenti restava coi suoi pensieri.
– Zingaro – gridava comunque per salutarlo
chi ci passava in bicicletta. Qualcosa andrà
buttato, e in fretta, qualcos’altro conservato.

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“Non vi è meta, solo viaggio” – Un inedito di Beppe Mariano

Il giorno venerdi 8 luglio 1989 si è staccato
dalla parete Nord del Monviso un grande
blocco, ritenuto perenne, di pietra e ghiaccio.
Crollando ha colmato quasi completamente
il sottostante lago Saretto a 3.300 m di quota.

(Quattro mesi dopo, il 9 novembre, un altro diverso crollo…)

Può capitare di non accettarsi più fino al punto di rifiutare il proprio “io”?
Può capitare, ha detto l’analista.
L’ha detto però con il tono di chi accondiscende a un’ipotesi puramente teorica.
Non ha capito che stavi già attuando il proposito.
Hai mancato volutamente gli appuntamenti che ti aveva fissato.
Come si lascia un indumento troppo a lungo indossato, e più volte rattoppato.
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Tre poesie elastiche di Blaise Cendrars

I.

Giornale

Cristo
È più di un anno che non penso più a Te
Da quando ho scritto la mia penultima poesia Pasque
La mia vita è davvero cambiata dopo
Ma sono sempre lo stesso
Ho perfino tentato di fare il pittore
Ecco i quadri che ho fatto e che questa sera pendono ai muri
Mi aprono strane prospettive su me stesso che mi fanno pensare a Te
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Baudelaire e la “dittatura” del Tempo

Il Tempo è una delle facce dello spleen, e in esso rintocca la Storia che inchioda nel suo scandire il tempo tutte le uscite dal mondo. Baudelaire era ossessionato dagli orologi. Secondo una testimonianza il dandy per orrore del tempo, avrebbe tolto le lancette al suo orologio, ma negli ultimi mesi in Belgio l’orologio tornò a infestarlo come uno spettro, quell’orologio che aveva impegnato al Monte di Pietà per pagare i debiti e che non riusciva a riscattare: in Belgio doveva servirgli per scandire il tempo del lavoro, per trasformarlo nell’uomo che non perde tempo, e come un bravo operaio delle lettere produce scrittura.

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Tre sonetti maestosi e sentimentali di Gian Piero Bona

La morte

Che il sole sia lo scafo di un’urna, la luna
un cargo di lapidi, la terra un battello
di testamenti, e in questa navale fortuna
la cenere sia un’onda, l’osso un violoncello,

il teschio un’isola, lo scheletro un’innario,
non rivoluzioni o filosofie liete,
volgarità o culture, ma te compete,
morte!, oceano istruito, reazionario

canto. Né bracciante soave, né padrone
teorizzi. Sulla nostra cassa di dottrina
t’imbarchi come su un vapore una regina

calva. Così il sociale naufragio. E il salmone
della tua rosea verità, per la glaciale
sorgente che smentisce le idee, risale.
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