Due poesie di Davide Gariti

Ecco la vana coscienza dei ricchi
che avanzano nelle parole spente
quotidiane del niente.
Il contrappasso di un’epoca
ci ha salvati in eremitaggi.
Adesso non sogno che lava
e tufo e mille strade ardenti,
non sogno che il principio
di un’epoca di salvezza.
La pietra che ronza sotto il maestrale
come i gufi notturni ammarati
che crescono forti e sicuri,
o il petto amaro di una puttana
umiliata, sul ciglio
della notte.
Crepare di morte
non è speranza né attitudine
alla più alta ingegnosità,
ma la pietosa eleganza
di chi non sa.


Un italiano

Stanco nelle involute piroette sradicato
che stacchi ad uno ad uno
i cenci della tua gloria,
vivi sereno.
Di un’ignavia che ti è madre,
pessimo e canuto.
Quando non ci sarà per te neppure l’ombra
a rincorrerti stanca
sarà quindi la gioia sostituita
quella di un superstite
che ti voleva morto,
a dirti che non puoi più,
che sei superato.


da Due minuti all’ombra, di Davide Gariti (LaRecerche.it, 2014)


Davide Gariti è nato a Palermo nel settembre del 1976. Suoi testi sono apparsi sui portali di poesia “LaRecherche.it”, “La Gru” e “Pasolini.net”, oltre che nell’antologia Calpestare l’oblio (Cattedrale, 2010). Nel novembre del 2014 pubblica la sua prima silloge poetica, Due minuti all’ombra, come ebook del portale “LaRecherche.it”.